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2 maggio 2013

Scuola Digitale

_MTZ5238.jpg Si fa un gran parlare di scuola digitale, di scuola 2.0 di libri digitali.
Bellissimi esempi nascono in giro per la penisola, si osannano le direttive prese dallo scorso governo, e si portano ad esempio nuove strade aperte in altri paesi.
Bellissimo, tutto estremamente bello, e quindi ci si chiede:".. e allora perchè non qui?"
Subito esperti esterni alla scuola, ma certe volte anche esperti e consulenti del ministero per l'istruzione e/o di vari uffici scolastici, si lanciano in invettive contro quella stragrande maggioranza di docenti retrogradi e conservatori, che ancora oggi, come topi frequentano aule polverose inibendo l'enorme potenziale di alunni al limite della genialità.
Giornalisti molto più al di fuori delle tecnologie IT di quei docenti "polverosi", incitano i genitori e l'opinione pubblica ad esigere la "dovuta" digitalizzazione. Salvo poi a trovarsi ingolfati nelle iscrizioni online.
Seguo tramite social network e aggregatori, diverse discussioni che riguardano simili questioni.
Di fronte alla subitanea ubriacatura, senza ragionamento, per la possibilità ad accedere a tali tecnologie, in un primo tempo sono state zittite tutte quelle voci che dissentivano dal considerare tutto bello e tutto buono quello che veniva improvvidamente proposto.
Solo ultimamente, in rete, comincia ad alzarsi un coro di dissenso dovuto alle evidenti fallaci utopie.
La realtà ha cominciato a far pagare caro il prezzo delle illusioni.
Ho già parlato delle iscrizioni online, e voci autorevoli cominciano ora con tirare veramente le somme, e il risultato non è positivo.
Ora mi voglio soffermare sullo scrutinio elettronico.
Mezzo velocissimo e utilissimo per ridurre il tempo degli scrutini e poter stampare in proprio le pagelle con estrema facilità. Verissimo. Il decreto del governo diceva che non doveva costare niente alle scuole, ma chi te lo fa gratis? Quindi le scuole spendono di più, ma hanno meno assegnazioni dal governo perché la crisi si vince con l'istruzione. Ossimoro? No, per i governi finora succedutesi è una pratica perfetta.
Faccio notare che realizzare in rete sul web server  di un sito scolastico un tale sistema impegnerebbe un mese di lavoro di due o tre programmatori. Il ministero non ha programmatori per fornire alle scuole almeno la base? O forse il Ministro precedente era interessato a far spendere le scuole?

Registro elettronico.
Aha, il registro elettronico, spauracchio di insegnanti retrogradi.
No spauracchio delle casse di moltissimi istituti e di moltissime amministrazioni. Al ministero pensano al wi-fi e dicono: "non si spende un granchè."
Ma la verità è un altra. Cominciamo a far di conto. Ogni aula deve avere in dotazione: 1 computer, 1 schermo, 2 cavi lock per non farsi rubare il materiale, 1 scheda wifi interna (se fosse esterna ci sarebbe solo per una giornata, dopodichè "volerebbe" via), mouse e tastiera senza cavi ma con trasmettitore interno al case (altro possibile uccellino) cassetto con chiave per mouse e tastiera.
Il conto del garzone non sarebbe eccessivo, ma moltiplichiamolo per 20 / 50 classi!
Supponiamo di farcela. Ora qualche scuola di quelle "moderne" costruite di recente, con una ulteriore spesa per per alcuni trasmettitori wi-fi copre tutto l'edificio con un segnale decente; per quelle piccole, magari ne bastano uno per piano, ma in altri casi solo due o tre. Se non interessa la velocità ce la caviamo con poca spesa.
Per le altre scuole sorgono due grandi problemi che i grandi esperti non considerano.
Punto primo: il wi-fi.
Gran parte delle scuole italiane è in vecchi edifici, e molto spesso i nuovi sono organizzati malissimo per il wireless. I vecchi hanno mura spesse e tramezzi in mattoni pieni, ed il segnale supera a stento uno o due muri se va bene!
I nuovi edifici ispirati alle scuole "giardino" hanno estensioni in pianta notevolissime e i ripetitori di segnale si moltiplicano, con  ovvia conseguenza che l'ultimo nella catena ha una velocità di banda pari a zero!
Denaro buttato o impossibilità di realizzazione.
Punto secondo: Ethernet.
Ma c'è il cavo. Il buon vecchio ethernet, che già va bene in cat5, ma in cat6 fa veramente faville!
Certamente è migliore, non ci sono carichi di onde elettromagnetiche, c'è più banda per tutti!
In questo caso le scuole italiane si dividono in "sfigate" e cabla"bili". Le scuole fino alle secondarie di primo grado, hanno grossi problemi. Gli edifici sono nella stragrande maggioranza dei casi di proprietà comunale, o presi in affitto, per cui solo la municipalità può fare interventi o può consentirli. In periodo di crisi provate ad immaginare quanti comuni vogliano metter mano al borsellino per realizzare una rete cablata. Sviluppandola su cento metri, con i vari ripetitori, il costo si aggira sempre vicino alla decina di migliaia di euro.
Somma.
Sembra che il precedente governo abbia di fatto tacitamente tolto l'obbligatorietà di mettere in opera il registro elettronico per le ovvie impossibilità tecnico-economiche dell'impresa, in un momento in cui ha perseguito una politica di tagli feroci ai bilanci delle scuole.
In compenso alle scuole è rimasta la pressione dell'opinione pubblica che le taccia di arretratezza e di bieco conservatorismo.
Se Il governo da poco in carica non si prenderà l'onere di una seria politica del digitale nella scuola e in Italia, il nostro paese sarà l'unico dell'Europa in cui poter fare vere +vacanze "ottocentesche".

Sono sfaticato e mi voglio riposare.

27 febbraio 2013

Prof barba e niente capelli

Dream of bamboo_9887Nella scuola media, o scusate, scuola secondaria di primo grado, il rapporto tra insegnanti maschi e femmine è sperequato.
Noi maschi, siamo molti di meno. Nel nostro istituto vi sono intere sezioni senza neanche un uomo.
Non mi lamento, quasi mai, per questo.
Certe volte non vedo più il motivo di non "portare avanti un'istanza per l'attuazione delle quote celesti" nella scuola e in altri ambienti lavorativi.
Mi presento come un tipo particolare: sono grasso e completamente rasato e mi diverto a tagliarmi in maniera diversa una barbetta rada e "sale e pepe". Detta così sembra più elegante che grigia!
Queste le premesse, ora i fatti.
Da quando insegno ci sono sempre alunni, in genere delle prime classi, che usano "maestrA" e se va bene "professoreSSA".
Non mi offendo assolutamente, li capisco; molto spesso anch'io, per la mia distrazione, faccio delle "magre" ridicole.
Di solito coinvolgo la classe in un momento di ilarità, fissando il distratto, senza rispondere e passandomi più volte la mano sulla testa rasata o accarezzando e pettinando voluttuosamente la barba, finché qualcuno si accorge dell'errore ed inizia a ridere coinvolgendo gli altri.
Se l'espressione interrogativa che sale sul viso dell'alunno, non scompare e neanche la classe reagisce, allora, come per esplicitare un pensiero improvviso, mi rivolgo alla classe dicendo: "Certo che come professoreSSA sono molto bruttA, non ho i capelli, ma in compenso ho la barba!".
La risata generale è garantita, mi scuso sempre con l'alunno, e spiego che è un errore più che naturale, e così si va avanti dopo una piccola pausa di rilassamento.
Però, una volta è saltato fuori un appellativo che mai mi sarei aspettato.
Non l'ho corretto, esprimeva un affetto nei miei confronti, più che rispetto.
Mi ha colto di sorpresa, mi ha commosso.
Non so come, ma per fortuna non era stato captato bene da altri compagni e sono riuscito a tenerlo segreto.
Solo per me.
Un alunno, come ci diciamo noi prof, in difficoltà, più piccolo di età e di corporatura, timido e sempre impacciato, distratto tanto da non sentire la campanella della ricreazione, si avvicina alla cattedra e fa:
"Mamma, posso andare in bagno?"

Sono sfaticato e mi voglio riposare! 

15 dicembre 2012

Caro governo...qualche schiavo si trova sempre.

Masseria 0160Collegio dei docenti di dicembre.
Non si sanno ancora quanti fondi arriveranno alla scuola.
Il governo continua a chiamarci sfaticati, retrivi, che lottiamo per privilegi di classe (insegnare in classe ?). Molti di noi si astengono dal lavoro (incarichi) volontario; possiamo cominciare a chiamarlo come è giusto che sia chiamato: schiavismo sociale di stato.
Lo stato denigra una parte della popolazione, i docenti, diffondendo tramite i media false convinzioni per cui gran parte della società fa pressione sulla categoria perché dia di più a meno. Prima la categoria abbozza. La pressione viene fatta salire e alla fine la categoria fa esattamente quello che vuole il governo, che dato che è formato da persone incompetenti in quel settore, ottiene solo un danno per la società.
Esempio attuale.
I docenti lavorano veramente molto più di 18 ore che fanno intendere i politicanti alla società. Già per contratto dobbiamo fare altre 80 ore durante l'anno, più gli scrutini, più i colloqui con i genitori, più la correzione delle esercitazioni, più la preparazione delle lezioni, più gli esami, più gli aggiornamenti obbligatori, più la programmazione didattica e le relazioni, più le riunioni con le famiglie e i dottori e/o psicologi per gli alunni H. Per far funzionare la scuola occorrono, ricordo a tutti, ulteriori attività. Queste venivano prima retribuite con elemosine tratte dal bilancio della scuola; elenchiamole: vicario (il vicepreside come viene chiamato dai genitori), coordinatore di classe, diverse figure obiettivo che vanno dai docenti che organizzano uscite didattiche e gite, a quelli che chiamano esperti su diversi aspetti didattici, a quelli che gestiscono il servizio informatico, a quelli che tengono i rapporti con le scuole inferiori e superiori (continuità didattica), a quelli che tengono aggiornato il POF, a quei docenti che gestiscono l'orario cosa sempre più difficile data la polverizzazione delle cattedre, a quelli che gestiscono i progetti obbligatori. E sicuramente mi sono dimenticato molte cose!
Dove è il danno di cui parlavamo prima?
Chi farà tutte le attività non obbligatorie quando si aumentano le ore di insegnamento?
Chiaro, nessuno, perché non ci sarà più tempo.
Il sito della nostra scuola è fermo da due mesi per la protesta. Affidarlo ad un ente esterno non è possibile, alla scuola sono stati tolti tutti i fondi.. Chi lo fa gratis all'interno?
Sicuramente qualche schiavo che vuole ingraziarsi i genitori o il potentato di turno in carica si trova.
Ma gli schiavi prima o poi si ribellano.
Una parte ha già iniziato.
Il progetto sci è già stato accantonato. Le uscite didattiche e le gite pure.
Il governo è responsabile della degenerazione del sistema scolastico, dell'aumentato debito pubblico, dell'aumentata povertà.
Caro governo(che ha fatto finta di dimettersi), come dice il sig. Grillo, volete i nazisti al potere? Cari genitori di alunni, informatevi di quello che sta veramente succedendo nella scuola. Finora avete attaccato i docenti seguendo il coro messo su dai politicanti, ora avrete quello che avete chiesto, meno, meno, anche niente! Sono sfaticato e mi voglio riposare.

21 novembre 2012

Insegnanti sfaticati

Sono un insegnante di tecnologia in una scuola media.
Quindi secondo moltissima gente non faccio niente. Lavoro solo mezza giornata.
Questo è proprio vero: vengo pagato per 18 ore frontali di insegnamento.
Per contratto devo fare anche 40 + 40 ore (così vengono indicate da tutti) annue per aggiornamento consigli.. etc.
Le lezioni infatti non le preparo; mi vengono inspirate e messe nel cervello durante la notte da qualche entità superiore ancora a me sconosciuta.
Le esercitazioni non le correggo; utilizzo una carta auto-correttiva che compare inspiegabilmente la mattina sul mio comodino.
Non parlo con i genitori; vengo invitato da loro, a loro spese nei ristoranti più esclusivi.
Non accompagno gli alunni nelle uscite didattiche per tutta la mattina anche se ho solo due ore di lezione; il mio avatar lo fa per me, mentre sudo nella sauna!
Non accompagno gli alunni in gita con il rischio di finire in tribunale se loro si fanno male; mi pagano stupendi viaggi ai tropici gli stessi alunni!

Se facessi 26 ore di lezioni con lo stesso stipendio verrei pagato poco di più di un idraulico, ma con responsabilità (per fortuna) 1000 volte più grandi !!!

Per costruire il sito della scuola, seguirlo e aggiornarlo, prendo come incentivo circa € 400 all'anno.
Se lo facessi per una impresa verrei pagato circa €2000 aggiornandolo solo una o due volte al mese.


Non riprenderò le attività opzionali che sono al di fuori del contratto nazionale, neanche dopo il 24 novembre.
Sono uno sfaticato, mi devo riposare.