Sono stato con la famiglia a Parigi i primi di novembre.
Mia moglie ed io lo dovevamo a nostro figlio; come potevamo negarlo ad un ragazzo che, invece di chiedere un motorino o chissà che altro, per la licenza media, ha chiesto un viaggio culturale a Parigi ed in particolar modo al Louvre e alla Tour Eiffel?
Il periodo ci consentiva quattro giorni e siamo partiti.
Il secondo giorno siamo alla piramide di Pei al Louvre con una fila enorme, ma che in solo un'ora ci consente di entrare. A mio figlio brillavano gli occhi, voleva andare di qua, di là, di su di giù, non sapeva quasi cosa andare a vedere prima.
Prima al guardaroba e depositiamo i soprabiti.
Una giornata lunghissima tutta dentro al museo.
Quasi all'ora di chiusura ci avviamo al guardaroba a riprendere i soprabiti.
"Nous avons un problème". Pur non sapendo una sillaba di francese ho capito; che problema avevano? E se diceva "noi" ero compreso pure io? Immancabilmente sì, ero compreso, anzi il problema l'avevo io solo. Non trovano il mio giaccone.
Sparito. come anche altri tre soprabiti che non erano di altre persone. Scambiati, forse, rubati, certo che dopo aver passato in rassegna tutto il guardaroba il mio giaccone non c'era. Gentilissimo, un guardarobiere che parlava italiano, dopo la lunga infruttuosa ricerca mi "consegna" ad un ispettore( ndr ?) del Louvre che non sapeva l'italiano e non sapeva l'inglese (sul francese, come detto, non posso dire, ma pare che riuscisse a farsi intendere da altri nativi).
A gesti e con l'aiuto di una telefonista che riusciva a parlare inglese con mia moglie (ndr la telefonista!) compilo il modulo di denuncia.
Farsene fare una copia è stata un'impresa. Avere un timbro e una firma di qualche dirigente anche di infimo livello un'altra.
Se non fosse stato per mia moglie mi potevano dare un pezzo di carta che non contava nulla.
Poi ci dicono che il Louvre risponde a queste denunce in genere in 5 mesi; tempi di risposta da parlamento italiano, ma non erano loro che sparlavano di noi?
Risponde; cosa risponderà non si può sapere, io me lo immagino.
Poi infine il colpo da maestri. Vi ricordo che ero in maglione e basta e fuori c'erano 3 gradi centigradi. Quindi chiedo se gentilmente almeno mi possono chiamare un taxi che mi aspetti all'uscita.
"Nous ne pouvons pas. Il ya le métro" (non possiamo, c'è la metro)
Questa risposta in francese spero di averla ricostruita bene, ma come detto prima non ne so una sillaba.
Savoir-faire ZERO! Questo non deve essere francese, io so cosa significa, loro no.
Sono le diciotto ed è venerdì sera!
No, non è possibile il Louvre mi perde il giaccone al guardaroba e non mi chiamano neanche un taxi per tornare in albergo!
Ma che sono dei poveri pizzicagnoli di un paesino di montagna? No! I pizzicagnoli me l'avrebbero chiamato un taxi.
Sono sconcertato, ma ormai convinto che "la grandeur française" sia solo un ricordo nascosto in qualche libro di seconda mano.
Questo punto comunque l'abbiamo risolto, mi ghiaccerò.
Dopo mi sono chiesto: ma troverò domani un grande magazzino aperto vicino all'albergo? (non uso la parola hotel, deriva dal francese) E avrà un giaccone della mia taglia?
Dovete sapere che io scherzando dico di portare la S, non di small, ma di spinnaker.
Infatti non so più quante X deve avere un capo di abbigliamento, adatto a me, prima della L.
In metro mi guardavano tutti. Più o meno tutti con soprabiti, io in maglioncino leggero...
All'uscita mi fiondo velocemente verso l'albergo.
Correndo senti più freddo, ma stai meno al freddo.
Due vetrine prima del piccolo albergo caldo noto un negozio di abiti economici.
Un salto, sono dentro. In un balzo sto cercando la taglia agognata. Niente.
Arriva il figlio del proprietario, a gesti cerco di farmi capire, rinuncia e chiama il padre. Nel frattempo arriva il resto della famiglia che non vedendomi in albergo aveva capito che dovevo essere entrato nel negozio delle meraviglie; almeno per me in quel momento.
Il proprietario chiede in inglese come mai non ho un cappotto, forse me l'hanno rubato?
No me l'hanno perso al Louvre.
"N'est pas possible! N'est pas possible! N'est pas possible!" sembro avergli offeso la madre in maniera volgarissima.
Mia moglie tira fuori la copia della denuncia e gliela porge.
"N'est pas possible! N'est pas possible! N'est pas possible!" il ritornello si ripete, ma ora si porta le mani alla testa come se gli avessimo riferito la morte della madre!
Un altro colpito dalla scomparsa della "grandeur française".
Mia moglie in inglese gira il coltello nella piaga e riferisce che non hanno voluto chiamare un taxi.
"N'est pas possible! N'est pas possible! N'est pas possible!" Come previsto: colpo di grazia e il gentile francese ci fa capire che: "La France n'est plus la France"
Temo sempre per la traduzione, ricostruita adesso, dopo tutto ci intendevamo a gesti, in inglese e un po' di francese, pochissimo.
Alla fine trovo un giaccone della mia misura, l'ultimo. Non è molto pesante, non è come il mio di prima, ma almeno posso uscire e continuare a girare per Parigi. Una volta capitale del mondo ora ...

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